DAVIDE E GOLIA
Il progetto di uno SPAZIO DI ASCOLTO per
ADOLESCENTI NELLA SOCIETA’ COMPLESSA
Nel V rapporto Istat (2002) si affronta la questione della transizione delle giovani generazioni all’età adulta, valutando le diverse percezioni che i giovani hanno del loro futuro. Si può osservare che “nel nostro paese è assai più visibile che altrove il processo di rallentamento con il quale i giovani realizzano il passaggio alla condizione adulta, assumendone i ruoli e le responsabilità” (Buzzi, Cavalli, De Lillo, 2002, pag. 19). E’ possibile evidenziare un modello mediterraneo di prolungamento della giovinezza contrapposto ad un modello nordico che si fonda su un distacco dalla casa dei genitori relativamente precoce, mentre il matrimonio e i figli sono tardivi. Il modello mediterraneo, invece, presenta quattro tappe principali: il prolungamento della scolarità; una fase più lunga di precarietà professionale alla fine degli studi; la permanenza tardiva della coabitazione con i genitori, anche dopo la stabilizzazione economica; il matrimonio subito dopo il distacco dalla casa dei genitori. Ci sono relativamente pochi giovani che vivono soli o in coppie non sposate (Cavalli, Galland, 1996, pag. 7). L’adolescenza è tradizionalmente definita come quel momento di transizione e di cambiamento che caratterizza il passaggio di ogni individuo dall’infanzia all’età adulta e proprio come tale può comportare ansie, paure per il futuro, perdita di certezze, diventando, spesso, un periodo di vita sofferto. Per poter definire la propria identità adulta, infatti, è necessario attraversare un momento di indefinitezza e di “caos” ed è in un certo senso “fisiologico”. Talvolta, però, queste difficoltà si trasformano in disagio, manifestato da ciascuno con modalità proprie, sulla base della personalità, del gruppo di appartenenza e dei propri valori di riferimento sociale.
In base ad alcune riflessioni di stampo psico-pedagogico l’adolescenza ha subito, negli anni, un processo di cristallizzazione, in virtù del quale, oggi viene spesso descritta e trattata come un’essenza, con chiari tratti definitori e significato tendenzialmente univoco. I processi di globalizzazione hanno smantellato le consuete impalcature valoriali e le tradizionali dinamiche dei processi di socializzazione, facendo della nostra una società eticamente neutra, incerta e frammentata, incapace di fornire ai propri appartenenti i criteri orientativi e le certezze, alla luce dei quali effettuare quelle scelte che conducano alla piena maturazione adulta. Così, tra costanti indecisioni e scelte continuamente rinviate, gli individui bloccano il proprio corso di vita in un eterno presente assai simile proprio a ciò che spesso definiamo adolescenza, prolungandone i confini oltre i limiti consueti (Pasqualini, 2005). Quanto detto esprime chiaramente in che modo i disagi “fisiologici” relativi al momento di transizione e di traghettamento verso l’età adulta vengano protratti per anni e si aggiungano ad un generale disorientamento valoriale tipico di una società complessa e variegata come la nostra, in cui gli stimoli sono tanti e differenti tra loro e divengono tali per cui l’individuo può disorientarsi e rallentare all’infinito quel processo dialettico di confronto Sé/Non-Sé che solo può garantire il processo di differenziazione e individuazione del giovane (Boszormenyi-Nagy, 1965). Modelli troppo rigidi e immutabili possono creare strutture di personalità rigide e perciò incapaci di affrontare con la dovuta duttilità tutte le possibili esperienze della vita, ma modelli troppo disparati possono creare, a loro volta, disorientamento e incapacità di individuazione perché vissuti come assenza di punti di riferimento solidi e come assoluto relativismo, rendendo il giovane ugualmente inefficace nel suo processo di autonomizzazione.
Inoltre, è nota a tutti la difficoltà, in adolescenza, a confrontarsi con i propri familiari e la tendenza ad entrare in conflitto con essi, parallela al desiderio di allargare il proprio gruppo di amici e di punti di riferimento esterni alla famiglia.
L’idea dello Spazio di Ascolto Davide e Golia nasce proprio dalla riflessione su queste tematiche e dal desiderio di offrire uno spazio di comunicazione ad adolescenti che vogliano confrontarsi con qualcuno più adulto, ma non tanto da essere vissuto come un genitore, nella libertà e nella discrezione adeguate ad affrontare argomenti anche molto personali. Vogliamo poter essere una sorta di punto di incontro e di confronto per i giovani della Repubblica e per le loro famiglie che vivono questo periodo particolare e delicato della vita, ma anche pieno di risorse da scoprire e potenzialità da far emergere per poterle a poco a poco mettere a frutto, nel rispetto del motto aristotelico “conosci te stesso” e diventa quel che sei.
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